Psicologo Psicoterapeuta Life-coach

Cosa fa uno psicologo psicoterapeuta specializzato?
È un intervento specialistico destinato a chi soffre di problemi psicologici particolarmente invalidanti, condotto secondo l'orientamento sistemico-relazionale. È rivolta a persone che sperimentano disagi interiori e relazionali tanto forti che interferiscono con la vita di tutti i giorni.
Come funziona?
La psicoterapia permette al paziente di affrontare il problema comprendendolo sotto diversi aspetti: significato, origini, ostacoli che impediscono la soluzione. Contemporaneamente il terapeuta aiuta il paziente a riorganizzare la sua vita interiore e relazionale in modo più soddisfacente e armonico. Nella prima fase del lavoro paziente e terapeuta definiscono il problema e ne ricostruiscono la storia e l'evoluzione. Poi inizia la terapia vera e propria, che consiste in incontri a cadenza regolare. Non ci sono temi preordinati: è il paziente che sceglie ogni volta gli argomenti su cui soffermarsi. La durata di una psicoterapia non è prevedibile perché è estremamente variabile a seconda del problema, del tipo di persona e del suo ritmo evolutivo personale. Fermo restando che il paziente può concludere il lavoro in ogni momento, il modo migliore è concordarlo con il terapeuta.

Psicoterapia di coppia
Lo Psicologo
Chi è lo Psicologo?
Lo Psicologo è un laureato in Psicologia. E' un professionista che opera sia nel settore privato (come libero professionista o esercitando in strutture private e/o convenzionate), che nel settore pubblico (ASL, servizi socio-sanitari dei Comuni, Province, Regioni ed altri Enti locali) e applica le sue conoscenze in molti ambiti: clinico, scolastico, familiare, lavorativo, della comunicazione, ecc.
Lo psicologo, in quanto tale, non è un clinico, né uno psicoterapeuta e quindi non può occuparsi di diagnosi e cura, in assenza di specializzazione o qualificazione, post-universitarie.
Come si diventa Psicologo?
L'ordinamento professionale degli psicologi è disciplinato dalla legge 18 febbraio 1989, n. 56 che ha definito i contenuti della professione. Per esercitare la professione, lo Psicologo, deve conseguire la laurea quinquennale in Psicologia, deve essere iscritto all'Ordine Professionale degli Psicologi, dopo aver conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione con il superamento dell'Esame di Stato. Per l'ammissione all'Esame di Stato occorre il possesso di laurea in psicologia ed effettuazione di un periodo di tirocinio.
Che cosa fa lo Psicologo?
Secondo l'articolo 1 della Legge 56/89: "La professione di Psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".
L'assenza di una cultura psicologica in Italia ha contribuito alla diffusione di molti luoghi comuni che ancora aleggiano intorno all'immagine dello Psicologo, che da molti viene visto come il medico dei matti, colui che vuole solo farsi gli affari tuoi, una persona buona che ti consiglia, ti ascolta senza dire nulla, ti conforta... una sorta di via di mezzo tra il medico, il chiromante, il confidente, il parrucchiere, l'interprete dei sogni, il dispensatore di soluzioni adatte ad ogni situazione ecc..
Può capitare che un determinato problema, in un determinato periodo della nostra vita, possa divenire fonte di enorme stress e sofferenza o possa assumere, nella nostra percezione, dimensioni ancora più grandi di quelle reali.
Le forti emozioni, associate a tale problema, possono così dilatare i tempi di recupero, "annebbiare la mente", rendendo in tal modo difficile la ricerca di soluzioni adeguate, determinando quindi una situazione apparentemente irrisolvibile.
Molto spesso il nostro istinto a sbrigarcela da soli e l'insensata paura di essere giudicati ci porta a non chiedere aiuto nemmeno quando ne sentiamo l'esigenza. Chiedere aiuto ad un'altra persona è, talvolta, una delle circostanze più difficili da realizzare
Decidere di rivolgersi allo psicologico può essere, tuttavia, una possibilità per dare una svolta, per cercare di risolvere uno stato di sofferenza, per divenire consapevole dei propri vissuti, pensieri, motivazioni e capire in che modo i propri stati d'animo sono collegati a situazioni che si stanno vivendo e in che modo possono rendere difficile proprio il raggiungere quel che ci serve.
Chiunque si trovi una condizione di necessità o di sofferenza a causa di difficoltà personali o di tipo familiare, di coppia, di lavoro, legate all'ambiente sociale, ecc... può trovare nella consulenza di uno psicologo o di uno psicoterapeuta un valido aiuto.
Come Prenotare un Colloquio Gratuito
Il modo migliore per capire se la consulenza di uno psicologo può essere effettivamente utile e quali benefìci se ne posso trarre, è quello di sperimentarla in prima persona.
Per tale ragione il primo colloquio di consulenza è gratuito. Nel corso del colloquio si avrà l'opportunità di capire se sussistono le condizioni per avviare un percorso insieme, se è il caso di iniziare una psicoterapia o se, viceversa, è necessario un altro tipo di intervento oppure è opportuno rivolgersi ad un altro professionista.
Il primo incontro serve anche per comprendere se ci sono le condizioni per creare un rapporto fondato sull'empatia, la fiducia e l'alleanza, elementi essenziali per il buon esito del lavoro.
I colloqui con lo psicologo/psicoterapeuta, definiti "sedute", si svolgono con frequenza settimanale o quindicinale, a seconda delle situazioni, presso lo studio dello psicologo/psicoterapeuta ed hanno durata di un'ora.
II servizio di consulenza e psicoterapia è aperto a tutti, senza distinzione di sesso, età, stato civile, razza, religione, cittadinanza, residenza, situazione sociale ed economica.
Per prenotare un primo colloquio gratuito è sufficiente compilare l'apposito modulo online
Nel modulo è necessario comunicare, oltre al proprio nominativo, all'indirizzo e-mail e ai recapiti telefonici, il motivo della richiesta di consulenza.
Entro breve tempo, in genere un paio di giorni, vi contatterò personalmente per fissare un primo colloquio gratuito.
In alternativa è possibile telefonare al 320.0121324 dal lunedì al venerdì dalle ore 14.30 alle 18.30.
____________ Si accettano soltanto prenotazioni. Non sono previste consulenze telefoniche.
Lo Psicologo
Chi è lo Psicologo?
Lo Psicologo è un laureato in Psicologia. E' un professionista che opera sia nel settore privato (come libero professionista o esercitando in strutture private e/o convenzionate), che nel settore pubblico (ASL, servizi socio-sanitari dei Comuni, Province, Regioni ed altri Enti locali) e applica le sue conoscenze in molti ambiti: clinico, scolastico, familiare, lavorativo, della comunicazione, ecc.
Lo psicologo, in quanto tale, non è un clinico, né uno psicoterapeuta e quindi non può occuparsi di diagnosi e cura, in assenza di specializzazione o qualificazione, post-universitarie.
Come si diventa Psicologo?
L'ordinamento professionale degli psicologi è disciplinato dalla legge 18 febbraio 1989, n. 56 che ha definito i contenuti della professione. Per esercitare la professione, lo Psicologo, deve conseguire la laurea quinquennale in Psicologia, deve essere iscritto all'Ordine Professionale degli Psicologi, dopo aver conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione con il superamento dell'Esame di Stato. Per l'ammissione all'Esame di Stato occorre il possesso di laurea in psicologia ed effettuazione di un periodo di tirocinio.
Che cosa fa lo Psicologo?
Secondo l'articolo 1 della Legge 56/89: "La professione di Psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".
L'assenza di una cultura psicologica in Italia ha contribuito alla diffusione di molti luoghi comuni che ancora aleggiano intorno all'immagine dello Psicologo, che da molti viene visto come il medico dei matti, colui che vuole solo farsi gli affari tuoi, una persona buona che ti consiglia, ti ascolta senza dire nulla, ti conforta... una sorta di via di mezzo tra il medico, il chiromante, il confidente, il parrucchiere, l'interprete dei sogni, il dispensatore di soluzioni adatte ad ogni situazione ecc..
La Psicologia
Che cos'è la Psicologia?
Il termine psicologia deriva dal greco psyché (hjuxò) = spirito, anima e da logos (Aóyog) = discorso, studio.
In tale accezione la Psicologia è lo studio dello spirito o dell'anima. Il significato del termine, protrattosi immutato dal XVI secolo al XX secolo, è cambiato in modo significativo negli ultimi cento anni, adeguandosi alle nuove prospettive e alla moderna metodologia.
Nell'accezione moderna, la Psicologia e la scienza che studia il comportamento dell'uomo e i processi mentali ed affettivi che lo determinano. La Psicologia indaga il funzionamento della mente nel suo costante interagire col mondo. In altri termini, è una disciplina che studia i rapporti che intercorrono tra l'individuo e se stesso e i rapporti che intercorrono tra l'individuo e l'ambiente in cui vive. Rapporti che si possono esprimere in termini di esperienza e comportamento
Tra gli oggetti di studio e di approfondimento di questa disciplina si possono citare la memoria, l'intelligenza, l'apprendimento, la comunicazione, le emozioni, l'affettività, la motivazione, l'aggressività, il conflitto, le relazioni, le forme organizzative ed i gruppi, la personalità e la sfera dell'inconscio.
Quali sono i settori e gli ambiti della Psicologia?
Diversi sono i settori e gli ambiti della Psicologia, alcuni di consolidata tradizione ed altri emergenti; tutti in continuo approfondimento ed ampliamento.
Tra questi citiamo:
• Psicologia sperimentale. Comprende l'ambito della ricerca di base ed applicata, le Neuroscienze, la Psicometria e gli studi sulla struttura e le funzioni della personalità.
• Psicologia clinica. Comprende aree importanti quali la Psicologia ospedaliera, la Psicodiagnostica, la Neuropsicologia clinica, la Psicologia delle disabilità e della riabilitazione, la Psicologia delle dipendenze patologiche e soprattutto la Psicoterapia.
La Psicoterapia
Che cos'è la Psicoterapia?
Di per se fornire una definizione di Psicoterapia appare complesso tanto quanto lo è esplicitare in cosa si differenziano i diversi approcci psicoterapeutici. Esistono, a livello internazionale, numerosissime scuole di Psicoterapia, ognuna delle quali ha una concezione teorica diversa e usa tecniche d'intervento sul paziente anch'esse diverse, così come esistono altrettante numerosissime definizioni rispetto a cos'è la Psicoterapia.
In parole semplici potremmo definire la Psicoterapia come una parte della psicologia che si occupa della cura dei disturbi della mente.
La Psicoterapia è un percorso a due che si sviluppa tra terapeuta e paziente, ma esistono anche terapie di gruppo, nelle quali le persone con disturbi simili si ritrovano a discutere insieme delle proprie esperienze insieme al terapeuta.
Il fine della Psicoterapia è quello di costruire un percorso che vede coinvolti paziente e terapeuta; un progetto che condurrà, lentamente, all'individuazione di tutti quei processi di pensiero e dei relativi comportamenti disfunzionali che la persona manifesta. Una volta individuati, questi schemi di pensiero e queste idee possono essere modificati. Per farlo servirà la piena collaborazione del paziente, il quale dovrà trovare dentro di sé le risorse per guarirsi. Il terapeuta infatti non gli darà ordini e non gli svelerà misteri, ma lo aiuterà ad indirizzarsi sulla strada della guarigione e lo sosterrà nei suoi tentativi di cambiamento.
Esistono molti tipi di approcci psicoterapici, tutti efficaci; tuttavia essi differiscono l'uno dall'altro per il quadro teorico sul quale si basano e per la diversa prospettiva dalla quale osservano ed interpretano il problema. Esistono per esempio approcci che focalizzano la propria attenzione sui sintomi immediati del disturbo, agendo su di essi per migliorare la vita presente della persona, altri che vogliono andare a fondo e scoprire la causa del disturbo per eliminarla completamente.
La scelta della psicoterapia più adatta dipende da ciò che si vuole nel momento in cui si sceglie di usufruire di un aiuto esterno.
Se dovessimo fare una classificazione, nonostante la molteplicità di scuole di pensiero e di tecnica psicoterapeutica, almeno per ciò che concerne il contesto italiano, le scuole di psicoterapia possono essere suddivise in cinque filoni principali (per una esposizione completa dell'argomento si veda Santonastaso, 1993):
•l'indirizzo sistemico-relazionale,
•l'indirizzo cognitivo-com portamentale •l'indirizzo psicodinamico •l'indirizzo psicoanalitico,
•l'indirizzo umanistico
Tipi di Psicoterapia.
Esistono vari tipi di psicoterapia.
La tecnica di base è sempre il dialogo verbale, ma ci sono molte variazioni.
Non sono rare forme di lavoro corporeo, con esercizi di movimento, di postura e di respirazione. Nella psicoterapia individuale il paziente ed il terapeuta si trovano a tu per tu, quasi sempre di fronte (tranne che nella psicoanalisi tradizionale, in cui il terapeuta si colloca dietro al lettino su cui sta sdraiato il paziente).
Nella psicoterapia di gruppo i terapeuti sono generalmente due ed i pazienti possono essere seduti in cerchio, oppure muoversi in spazi più o meno strutturati, per eseguire esercizi di diverso genere (psicodramma, bioenergetica, danzaterapia, ecc.).
Nella psicoterapia familiare il terapeuta può essere uno solo, oppure può lavorare insieme ad un collega, mentre il paziente partecipa alle sedute insieme alla sua famiglia.
La Terapia Familiare
La terapia familiare può essere considerata un orientamento clinico secondo il quale l'intervento psicoterapeutico è diretto non sull'individuo "malato", bensì sulla famiglia. Di conseguenza il comportamento sintomatico del paziente viene messo in relazione con i comportamenti, i sentimenti, le aspettative degli altri membri della famiglia.
Il sistema familiare è dunque visto come la fonte da cui può maturare il disturbo psichico. L'elemento chiave di questo approccio consiste nell'analisi della comunicazione: una modalità comunicativa non funzionale tra i membri della famiglia può indurre un disagio in un particolare soggetto del gruppo. Il paziente è visto come un portatore del sintomo, che esprime lo squilibrio che caratterizza l'intera famiglia. Il sistema famigliare stesso e non il soggetto singolo è designato come unità primaria di trattamento; infatti, soltanto modificando l'intero sistema è possibile modificare una delle sue parti. Oggetto del trattamento è il sistema familiare, inteso come un insieme in cui i membri si organizzano in un gruppo in modo da formare un intero che trascende le singole componenti.
La terapia della famiglia ha costruito quindi la sua metodologia clinica intorno all'idea che il disagio psichico può essere colto attraverso l'osservazione delle relazioni umane. Questa forma di terapia parte dall'idea che:
•Una malattia psicologica presenta una serie di schemi relazionali che si ripetono con costanza. Sono dunque stabili •Per fare in modo che vi sia un cambiamento/miglioramento è necessario interrompere o modificare questi schemi.
•Quando vengono interrotti o modificati tali schemi relazionali si apre una fase caratterizzata da un periodo di riorganizzazione del sistema individuo-famiglia-società.
In quest'ultima fase del processo si inserisce l'operazione terapeutica, attraverso la quale, il terapeuta, con i suoi strumenti e la sua esperienza accompagna il processo di cambiamento verso una direzione non più patologica.
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La terapia familiare interviene attraverso varie tecniche di lavoro sulle famiglie, operando su 4 livelli principali di osservazione:
•la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli)
•l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia •la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia
•la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo (ciclo vitale: rappresenta una tappa delle varie fasi evolutive attraversate da un sistema-famiglia; si paria, ad esempio dell'uscita da casa dei figli a seguito del matrimonio, del decesso di un genitore o della nascita di un figlio etc. Questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali.).
Le tecniche, attraverso l'utilizzo di compiti da attuare sia nelle sedute terapeutiche che a casa, si articolano intorno alle problematiche dei ruoli, della gerarchia, delle alleanze e della qualità della comunicazione.
La maggior parte delle tecniche di terapia familiare si fondano su un'epistemologia derivata dalla teoria della comunicazione e dalla teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy. Questo tipo di approccio viene definito "sistemico relazionale".
L'approccio Sistemico-Relazionale
L'approccio sistemico-relazionale, non ha un punto di origine preciso. Le sue radici possono essere fatte risalire alla fine degli anni '40 e agli anni '50, quando iniziano a sorgere gruppi di lavoro, non necessariamente coordinati fra loro, che si interessano al rapporto tra malattìa mentale e famiglia. Questo interesse si sviluppa in seguito ad un certo livello di insoddisfazione registrato da alcuni psicologi nell'applicazione del modello psicanalitico ortodosso nella trattamento dei bambini. Chi lavorava nell'ambito infantile sentiva la necessità di coinvolgere maggiormente i genitori, cosa non praticabile con la psicanalisi classica che si basa su un rapporto di tipo paziente-terapeuta.
In questa prospettiva la famiglia viene vista come un sistema, ossia come un'entità che possiede caratteristiche, regole e norme proprie; diviene così possibile comprendere i meccanismi e le dinamiche di tale sistema nel momento in cui si analizzano e rendono chiari i criteri alla base del suo funzionamento. La famiglia, che a sua volta è inserita in un contesto più ampio che è quello della società, possiede dunque una sua struttura di regole e meccanismi che la portano ad evolvere in un certo modo e. ogni suo membro, contribuisce al suo sviluppo.
Ogni membro del sistema esercita una serie di effetti, di influenze, sugli altri membri; al tempo stesso tali influenze si ripercuotono sul sistema intero della famiglia. A differenza degli altri approcci che si basano sull'individualità della persona, nella terapia della famiglia l'individuo viene considerato una parte del tutto, che è appunto il sistema. Secondo la prospettiva sistemica, l'individuo è in grado di influire sul contesto, come il contesto influisce sull'individuo. Premesso questo, la persona che soffre viene inquadrata come "espressione" di un contesto a sua volta sofferente, nel quale esistono degli squilibri che provocano influenze negative su di essa.
Tuttavia, la stessa persona sofferente fa parte del sistema famiglia, ed è quindi parzialmente responsabile della situazione che si è creata. Il paziente, allora, non è solo colui che subisce ed esibisce un sintomo, ma, paradossalmente, diviene esso stesso un sintomo: quello di una famiglia disfunzionale. Ciò non significa che la causa del suo disagio sia dovuta a colpe personali, ma che comunque la persona contribuisce a mantenere in vita delle dinamiche familiari disfunzionali.
Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicanalista. Che differenza c'è?
Lo Psicologo
Lo Psicologo è il laureato in Psicologia che ha sostenuto e superato l'Esame di Stato che permette l'iscrizione all'Ordine degli Psicologi. Per poter sostenere tale esame egli deve obbligatoriamente svolgere un tirocinio formativo della durata di un anno, nel quale fa esperienza nel campo della psicologia. Gli psicologi non sono tutti uguali, in quanto esistono aH'interno delle università indirizzi formativi diversi (per es: psicologia clinica e di comunità, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia dello sviluppo e dell'educazione, psicologia generale e sperimentale), i quali forniscono competenze diverse. Dopo la laurea egli può decidere di frequentare corsi o master che forniscono competenze in ambiti specifici, per esempio nel campo dei disturbi d'ansia.
Lo psicologo fornisce ai suoi utenti un aiuto non farmacologico, basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici, consulenze, tecniche di rilassamento ecc. Sono molte le cose che egli può fare, purché non si configurino come terapia, poiché essa richiede il titolo di psicoterapeuta. Inoltre lo psicologo non può prescrivere farmaci, dal momento che per fare questo serve una laurea in medicina. Se possiede una laurea in medicina oltre a quella in psicologia lo può fare.
Lo Psichiatra
Lo Psichiatra è un laureato in Medicina che ha intrapreso successivamente la specializzazione in psichiatria. Lo psichiatra non è psicologo né psicoterapeuta, a meno che non abbia conseguito i relativi titoli. La differenza sostanziale tra psicologo/psicoterapeuta e psichiatra risiede nel modo di vedere la persona e nell'approccio utilizzato; mentre i primi due guardano la persona nel suo insieme, evitando di concentrarsi solo sul disturbo, lo psichiatra utilizza un metodo che può essere definito di diagnosi/cura. In sostanza egli focalizza la sua attenzione sul problema cercando di risolvere solo quello, esattamente come fa il medico.
Egli cura i disturbi psichici e le malattie mentali attraverso l'utilizzo dei metodi propri della psichiatria, che comprendono spesso l'utilizzo di farmaci. Avviene di sovente che sia lo psicologo/psicoterapeuta che lo psichiatra forniscano contemporaneamente il loro supporto ad una stessa persona, ottenendo un risultato migliore di quello che verrebbe raggiunto attraverso l'utilizzo esclusivo di uno dei due approcci.
Il Coaching
Che cos'è il Coaching?
Il Coaching nasce negli Stati Uniti come metodo per l'incremento della performance sportiva. Il Coaching (dall'inglese Coach, allenatore) è al tempo stesso un luogo di allenamento, come una palestra o un campo d'atletica, e una tecnica di allenamento elaborata per esercitare e rafforzare il proprio pensiero creativo e progettuale.
È una relazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi personali, relazionali o professionali che, agendo sull' autoconsapevolezza personale e sul proprio senso di autoefficacia, facilita l'espressione e lo sviluppo del potenziale umano. E' un processo che permette al cliente in primo luogo una più consapevole e flessibile modalità di lettura di sé e della situazione nella quale opera.
É un metodo che mira al cambiamento delle condizioni di vita della persona, puntando a moltiplicare le possibilità di scelta che l'individuo ha davanti a sé. nella direzione di un'espansione della conoscenza di sé, di una riscoperta e valorizzazione delle proprie risorse, che diventano gli strumenti su cui imparare a far leva per raggiungere i propri obiettivi.
A cosa serve?
Il Coaching serve a focalizzare gli obiettivi declinandoli creativamente in una serie di scelte, azioni, risultati da raggiungere. È una tecnica finalizzata al miglioramento della performance, attraverso lo sviluppo delle potenzialità personali. In breve il Coaching si può definire una partnership orientata ai risultati. Il suo scopo è l'acquisizione di nuove capacità per realizzare progetti di crescita lavorativa, personale e relazionale.
La sua finalità è l'elaborazione e il monitoraggio di programmi concreti di autosviluppo e autoeffìcacia attraverso l'allenamento di nuove modalità di essere e di fare.
Le persone lo richiedono quando vogliono: sviluppare ed utilizzare al meglio le proprie potenzialità e la propria creatività, raggiungere un obiettivo, migliorare le proprie relazioni (d'amore, d'amicizia, di lavoro), risolvere un problema. Con il supporto di un Coach, il cliente può fare tutto questo in maniera più rapida e più efficace!
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A chi si rivolge?
Chiunque può rivolgersi ad un Coach! Il Coaching si rivolge a tutte quelle persone che desiderano migliorare qualche aspetto della propria vita.
Il Coaching è ideale per tutti coloro che vogliono potenziare le proprie capacità di prendere decisioni e soprattutto per affrontare le situazioni in modo diverso, nuovo e creativo, in modo positivo ed efficace.
Il cliente che si affida ad un Coach è motivato a cambiare, aperto all'idea di sperimentare la propria creatività, anche in ciò che non gli è familiare, disposto a dedicare il tempo necessario, a evidenziare le sue potenzialità, a mettersi in gioco, ad accettare le proprie responsabilità nelle situazioni che affronta, a rispettare gli impegni presi.
Ciò che accomuna tutte le persone che decidono di affidarsi all'esperienza di un Coach, è la voglia di raggiungere i propri obiettivi, l'aspirazione di rendere concreto e raggiungibile un proprio desiderio, la volontà di fronteggiare cambiamenti significativi nella vita personale e/o professionale.
Come funziona?
Il primo passo nel percorso di Life Coaching è l'individuazione degli obiettivi personali: attraverso le domande giuste e l'ascolto attivo il Coach stimola la persona a focalizzare il punto in cui si trova e ad esplorare motivazioni e desideri. Una volta individuato l'obiettivo prioritario si passa alla valutazione delle risorse personali che possono essere utilizzate nel perseguimento dell'obiettivo e all'elaborazione delle strategie da mettere in atto, con la definizione di un piano di azione.
In poco tempo il Coach conduce all'esplorazione di comportamenti e strategie nuovi, che possano portare al raggiungimento dell'obiettivo, in un accrescimento dell'empowerment personale, della consapevolezza di sé, dell'autostima, e nello sviluppo delle proprie potenzialità.
Di solito un processo di Coaching si articola in un arco temporale che va dai 4 ai 12 mesi, con colloqui di 60/90 minuti ogni 10/15 giorni. Le sessioni possono avvenire di persona oppure al telefono.
Tra una sessione e l'altra si può comunicare con il Coach tramite e-mail o MSN.
In genere ogni sessione costa dai 40 ai 90 €.